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M. PANTALEO, Reperti ceramici medievali dallo scavo del Castello di Ocre (AQ) - Area 10000


Il Castello di Ocre è stato oggetto di una prima campagna di scavo svoltasi nell’autunno del 2000 a cura del-la Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università dell’Aquila. Un saggio ha interessato la parte interna del Borgo murato trecentesco nella sua parte più sommatale, mentre un altro saggio ha avuto per oggetto una abitazione esterna a quest’ultimo e precedente ad esso.
Emerge chiaramente che il Castello di Ocre riceve influenze sia dal Nord Italia che dal Sud; in particolare si evince che nel corso del XIII secolo, i maggiori influssi provengono dalle produzioni di protomaiolica dell’Italia meridionale, mentre nei secoli successivi, nel pieno XIII e XIV secolo, l’influenza sembra spostarsi dal Sud verso il Nord, in particolare alle produzioni di maiolica arcaica di Orvieto e dell’Alto Lazio. A queste condizioni la regione Abruzzo, verrebbe a trovarsi come punto d’incontro tra le due produzioni, unificando così i diversi input provenienti dagli estremi della penisola e testimoniando una produzione e una elabora-zione autonoma di spunti, forme, colori e motivi di varia provenienza. E’ importante notare come Ocre si di-scosti dalle influenze delle produzioni di Roma al contrario delle zone limitrofe aquilane; il motivo di questo allontanamento sembrerebbe dipendere dal fatto che Roma, a partire dalla seconda metà del XIII secolo, era perfettamente in grado di soddisfare le richieste del suo mercato con una produzione locale ormai ben attestata, diminuendo, quindi, drasticamente i rapporti commerciali con l’area meridionale. Infatti, fino alla metà del XV secolo, viene meno, per un lungo periodo, anche l’esportazione romana nel basso Lazio, come a Priverno, costringendo i centri locali a ottenere a loro volta una autonomia sia produttiva che di esporta-zione.
Purtroppo la situazione stratigrafica non ci permette di portare avanti una seriazione tipologico - evolutiva delle forme e dei decori in quanto, come già accennato nella analisi stratigrafica, le unità dalle quali proviene la maggior parte del materiale smaltato risultano essere relative a una fase di colmatura e di livellamento del terreno.
Lo studio del materiale è stato quindi portato avanti solo in base a confronti tipologici e formali basati su quella che si può definire l’evoluzione tipica delle classi ceramiche in questione.
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